Caterina, ceramista del laboratorio di Padova, racconta.
“Sembrava un giorno come tanti altri che ho passato in ospedale, in quella che ritengo essere una “dimensione parallela” in cui tutto assume un valore più vero e intenso. Come spesso accade, anche quel giorno mi è capitato di condividere la mia passione per l’argilla, terreno fertile in cui l’espressione non ha limite, ma questa volta in un modo speciale…
Le mani di L. erano mani sapienti, mani che avevano già conosciuto e compreso la magia dell’argilla e che riuscivano a tradurre liberamente la sua infinita espressione.
Sono rimasta incantata a osservare il movimento delle sue esili manine. L., una ragazzina introversa che imprimeva nell’argilla le sue parole in assoluta empatia con la materia: l’argilla era la sua lingua.
Il vederla come “calata in un’altra dimensione”, quasi in trans, mi ha disarmata; nel suo mondo noi non esistevamo più, c’erano solo lei e l’argilla, l’argilla e lei. Il risultato è stato uno splendido drago rosso fuoco, con ali imponenti e spaventosamente armoniose, artigli aguzzi e un muso duro ma docile.

Quel giorno L., più di chiunque altro finora, mi ha insegnato il dialogo con l’argilla, è stata la mia maestra… con la ceramico-terapia accade anche questo.”
Caterina, ceramista nel laboratorio di ceramico-terapia di Padova.