L’attività di manipolazione ceramica non va confusa con una qualsiasi attività ricreativa per passare il tempo e alleviare la noia dell'ospedale, perché rappresenta sempre, in diversa misura e a diversi livelli, una forma di espressione di sé, e quindi una possibilità di accesso al mondo interiore attraverso modalità di comunicazione e di espressione non verbali.

Rispetto ad altre attività e ad altri materiali, modellare l’argilla comporta un’esperienza tattile molto intensa e potente. Il tatto è uno dei primi canali comunicativi utilizzati dagli esseri umani, centrale nei primi anni di vita e per questo particolarmente idoneo ad esprimere in seguito istanze più profonde e altrimenti difficilmente comunicabili. 

Quanto è importante la manualità nella terapia ricreativa? 

 

È importantissima, perché si manipola un oggetto che non ha una forma. Da un panetto di argilla, dal nulla, si crea qualcosa che viene prima pensato, mentalizzato e poi si vede materializzarsi. Emerge piano piano: con le proprie mani si crea dal nulla, si superano le difficoltà. Per il bambino e soprattutto per l’adolescente è un aspetto di grande importanza. Per i più piccoli è fondamentale, rappresenta un po’ la prima esperienza, il tatto, la manipolazione; a livello sensoriale gratifica, fa sentire delle sensazioni piacevoli. Per i ragazzi più grandi, vedere crearsi un’opera anche di fronte a una forte insicurezza, trasformare un qualcosa di informe in forma, assume un grande significato”.

 

Dall'intervista alla dottoressa Pierpaola Sciarra, psicologa nel reparto di Oncologia pediatrica all’ospedale Santo Spirito di Pescara. nell'articolo "Terapia ricreativa e manualità",