Manuela Metra, ceramista e arteterapeuta di Milano, ce ne racconta la magia.
L’arte ha la capacità di rimettere in moto ciò che si è bloccato, come nel caso della malattia; la ceramico terapia rimette in moto e nello stesso tempo interrompe la routine ospedaliera offrendo uno spazio terapeutico-ricreativo. L’argilla è un materiale in grado di accogliere tutte le emozioni, senza eccezione alcuna. E’ il materiale su cui si può lasciare un segno, un’impronta e si adatta alle necessità di ognuno, senza bisogno di parole. Durante i laboratori in ospedale con la Fondazione intorno al tavolo di lavoro, con grande spontaneità, ci si mette a modellare, basta prendere in mano un pezzettino di argilla e la magia inizia. In base a chi si siede viene proposta la processualità più adatta in modo da creare uno spazio accogliente, protetto, per dare al bambino e al genitore la possibilità di esprimersi secondo le proprie inclinazioni e necessità.
Il processo terapeutico artistico è un percorso finalizzato il cui scopo è accompagnare chi sta attraversando un momento difficile, rafforzando e nutrendo la creatività. Non servono quindi parole, il manufatto assume così un valore carico di aspettative.
Il nostro lavoro è far sì che il bambino e il genitore possano realizzare ciò che in quel momento per loro è più importante, sia esso un oggetto funzionale come una tazza, sia un animale o qualsiasi cosa per loro abbia valore, nel qui ed ora del presente che stanno attraversando. L’opera modellata è quindi mezzo e veicolo di un nucleo emotivo e, non dovendo passare attraverso le parole, riesce a permettere anche ai più piccoli di elaborare le proprie emozioni.

Manuela Metra, Ceramista e Arteterapeuta di Milano