Pensieri, ricordi, emozioni: come i laboratori vivono attraverso le parole dei volontari.
Sono fatti di tanti bei ricordi, di emozioni, di speranze, di legami che resistono al tempo e alla lontananza: i nostri laboratori di ceramico-terapia non hanno mai smesso di esistere, ma continuano a vivere grazie alla passione di tanti volontari che, nonostante l’interruzione a causa del Covid-19, inventano continuamente nuovi modi per far sì che le attività proseguano, nonostante tutto.
Per questo secondo appuntamento con la rubrica #TiRaccontoDaCasa (qui è possibile leggere il primo) abbiamo sentito Silvia, volontaria all’Ospedale Regina Margherita di Torino, e Anna, volontaria all’Ospedale Vito Fazzi di Lecce.
“Il laboratorio manca tanto, i bambini fanno parte ormai della nostra settimana e il fatto di non poterli vedere, di sapere che sono lì, in restrizioni ancora più severe, crea un enorme dispiacere”, ci racconta Silvia. “Ci stiamo attivando per cercare di fare qualcosa e far sentire la nostra presenza ai bimbi, per dirgli che non li abbiamo dimenticati, per essere lì con loro nonostante la distanza”. Per questo motivo, insieme alla ceramista Simona, i volontari di Torino hanno escogitato un modo alternativo per fare attività.
“Dal 12 marzo condividiamo ogni giorno una foto ricordo particolare del laboratorio o della Fondazione all’interno del nostro gruppo Whatsapp. L’intento era inizialmente quello di creare un album dei ricordi multimediale, un modo per tenersi tutti in contatto e per non dimenticare quello che abbiamo fatto fino a oggi. Poi mi è venuta un’idea: perché non creare un fotobook e stamparlo una volta finito questo periodo? Ormai le foto restano confinate nei telefonini; stampandole, invece, avremo sempre un ricordo da sfogliare, che sarà a disposizione di tutti, genitori e bambini compresi, all’interno del laboratorio. Abbiamo costruito tanto, al di là dei lavoretti di argilla, sia a livello di gruppo che di emozioni vissute con i bambini ed è giusto non dimenticarsi dei bei momenti passati insieme”.
Anche a Lecce c’è tanta voglia di condivisione ed è per questo che Anna e gli altri volontari, condividono virtualmente immagini, pensieri ed emozioni. “C’è tanta nostalgia per il laboratorio: mi manca il poter dare, mi mancano i sorrisi, gli sguardi scambiati con i bambini, le piccole attenzioni, la magia dei momenti vissuti insieme. Per questo motivo cerco sempre di trasmettere un messaggio positivo al gruppo: dobbiamo colorare la vita, mettere luce e fantasia in tutto ciò che si fa, specie in questo periodo difficile. Un esempio? Condividendo un momento vissuto qualche tempo fa, quando un bambino mi donò delle caramelle di argilla, le più dolci in assoluto. Non solo colorarono la mia giornata, ma colorano tutt’ora la mia vita: è un ricordo che porterò sempre con me e mi fa stare bene”.