Papà e volontario - Fondazione Lene Thun

Papà e volontario

Noi lo chiamiamo supereroe!

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18 Marzo 2019

“Essere papà è un’emozione indescrivibile, che regala gioie e batticuore. Ho due bambini piccoli e fino ad ora non mi è mai capitato, per fortuna, di frequentare l’ospedale con i miei piccoli. In ospedale, però, ho comunque deciso di andarci, ma con un’altra veste, quella di volontario, per dedicare qualche ora del mio tempo libero ai bimbi meno fortunati. Essere volontario è un’emozione unica, quasi al pari dell’essere padre.” Ci racconta Fabrizio, volontario nel laboratorio di ceramico-terapia dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, quando gli abbiamo chiesto cosa significasse per lui essere papà e volontario.

“Certo, qualcuno si chiederà se non fosse già abbastanza difficile gestire tutti gli impegni familiari. E, per certi versi, bastano e avanzano, quello si. Ma io sono una persona che se può aiutare qualcuno non si tira mai indietro. Il “sacrificio” che faccio è quello di dedicare un po’ del mio tempo libero ai piccoli ricoverati. Sono 3 ore a settimana, davvero poco se ci pensate…Poco per alcuni ma tanto per qualcun’altro, soprattutto per chi deve fare i conti con un trascorrere del tempo molto più lento, in un lettino di ospedale, senza sapere bene il perché si trovi lì, anziché essere al parco con gli amichetti, o a scuola.

Stare con i bambini in ospedale mi dà una gioia impagabile e inspiegabile. Modellare l’argilla con i piccoli bimbi è qualcosa di meraviglioso. Si viaggia insieme a loro con la fantasia, ci si dimentica di tutto quello che c’è attorno, e le emozioni che riescono a trasmetterti sono davvero speciali.

Da quando sono diventato papà ho capito le cose che puoi dire ad un figlio. Ho imparato come comportarmi e come interagire con lui, e questo mi ha aiutato molto nella mia esperienza di volontario, nonostante i miei timori e le mie paure iniziali. Essere volontario è come essere un “secondo” papà per quei piccoli bimbi ricoverati. In quelle 3 ore mi dedico completamente a loro, proprio come se stessi trascorrendo del tempo coi i miei figli.”