Il volontariato con i bambini: la testimonianza di Antonio
14 novembre 2022

Fare volontariato con i bambini in ospedale è un’esperienza che tocca nel profondo. È quello che ci dicono ogni giorno i tanti volontari e volontarie impegnati in prima linea nel compiere la missione di Fondazione Lene Thun: portare un sorriso a chi ne ha bisogno, con le mani e con il cuore. Nessuno meglio di loro può raccontarci la gioia che si sprigiona all’interno dei laboratori di ceramico-terapia, ed è per questo che oggi condividiamo l’intervista di Antonio, ceramista dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo

Volontariato con i bambini: una missione di vita

A: Sono entrato a far parte di Fondazione Lene Thun otto anni fa. Ho scelto di fare volontariato in ospedale con i bambini, nello specifico volontariato in pediatria con bambini oncologici, per aiutarli a mettere sullo sfondo la malattia e restituire loro le possibilità di socializzazione, autonomia e apprendimento. Prima di cominciare questo percorso mi sono chiesto se la ceramico-terapia potesse avere degli effetti benefici sull’organismo e favorire una migliore sopportazione alle cure. Questa domanda mi affascinava, perché si parla spesso di cura globale del malato senza considerare che la malattia è una parentesi, è difficile ma temporanea. Sono convinto che la ceramico-terapia sia qualcosa di più di una semplice attività ricreativa. Modellare l’argilla non è solo un passatempo per alleviare la noia, è un’espressione di sé attraverso modalità di comunicazione non verbali. 

La magia dell’argilla

A: All’interno del piccolo laboratorio avviene qualcosa di magico. Quando i bambini arrivano trovano tutto pronto: hanno a disposizione una tavoletta, un mattarello, una stecca, mirette, stecchini e un panetto di argilla. Chi si approccia per la prima volta può mostrare insicurezza, ma le volontarie e i volontari sono molto bravi ad aiutare e guidare il bambino step dopo step per realizzare l’oggetto desiderato. E quando i bimbi vedono l’opera realizzata, ecco che avviene la magia. 

Perché fare volontariato con i bambini migliora la vita

A: Durante il lockdown sentivo molta nostalgia dei laboratori, perciò ho scritto una canzone dedicata a Lene Thun e all’esperienza di volontariato a contatto con i bambini. C’è un pezzo che mi piace molto e che dice: io conosco le tue mani, le tue mani che sanno raccontare. È quello che preferisco, perché è vero che il nostro è un racconto che parte dal cuore, ma è solo attraverso le mani che possiamo realizzare i nostri desideri. 

Il titolo del brano è Lene, il cui nome ricorda il verbo lenire: Lene è appunto colei che lenisce, ed è incredibile come le azioni di una persona abbiano avuto una tale risonanza da portare benessere nelle vite delle persone ancora oggi. 

A: La dottoressa Patrizio ha riassunto molto bene il piccolo miracolo che si compie ogni giorno nei laboratori, ne riporto qui un estratto: “Quel pezzo di argilla che ognuno di noi ha avuto tra le mani, come per magia, ha preso forma, ci ha permesso di esprimere la nostra emotività regalandoci un’immediata sensazione di benessere e divertimento. In tanti momenti tristi e bui, quando nessuna parola era giusta, la creatività è emersa e quell’argilla è stata la nostra voce”. 

Grazie ad Antonio per aver condiviso con noi la sua esperienza di volontario con i bambini della Fondazione Lene Thun e per il suo impegno nel donare loro gioia e speranza. 

Ti stai chiedendo come fare per fare volontariato con i bambini in ospedale? Te lo diciamo subito! Clicca su questo link e scopri tutte le informazioni utili per entrare a far parte della nostra grande famiglia.