La parola a Lucia Adamo, Direttrice della Fondazione.
Quello appena concluso è stato un anno intenso, ricco di novità, di crescita. Tante nuove sfide sono state accolte e altre ancora ne arriveranno: è tempo di bilanci e di nuovi propositi, di idee e pianificazione. Abbiamo intervistato Lucia Adamo, Direttrice della Fondazione, per raccontarci della sostenibilità dei laboratori di ceramico-terapia sulla base del concetto “il poco da tanti”.
“Offrire un servizio di ceramico-terapia nelle oncologie pediatriche degli ospedali italiani con l’obiettivo primario di donare benessere, creatività e gioia ai bambini, cercando allo stesso tempo di offrire un supporto concreto alla terapia medico-farmacologica. Questo l’obiettivo della Fondazione, un obiettivo che abbiamo deciso di raggiungere rendendolo accessibile a chiunque desideri sostenere la nostra missione. Perché crediamo fermamente che la generosità sia bella soprattutto quando è condivisa, che non dipenda dalla disponibilità economica ma dal cuore”.
“Il concetto del “poco da tanti” è l’essenza del nostro progetto, un vero e proprio modo di essere, che non riguarda solo le donazioni: è un’impostazione generale, che si applica anche alla nostra visione di volontariato. La nostra è una struttura fluida, non rigida, perché crediamo che un alto standard di qualità debba basarsi sulla partecipazione di molti, sulla scommessa che siano in tanti a darci poco, piuttosto che il contrario. Così, sia che si tratti di un euro o di un’ora di volontariato svolta nell’arco di un anno, per noi quella donazione ha un valore inestimabile e non possiamo non considerarla come il dono più bello e prezioso”.
“Le micro-donazioni sono la cosa più potente che esista. Il nostro è un modello a lungo termine e la sostenibilità di un progetto come questo può essere garantita solo dal sostegno di tanti. È una questione di responsabilità verso l’impegno che ci siamo presi. Ogni contributo è unico ed eccezionale: con poco si può incidere positivamente sulla vita delle persone che vivono un momento difficile, si può generare un impatto sociale molto forte sul territorio. Il vero dono non sono oggetti: è fatto di tempo, è fatto di noi, rappresenta uno stato d’animo, un modo di approcciarsi all’altro. Credo che nella vita serva sempre un approccio generoso, non a livello economico, ma nel modo in cui si guarda la realtà; perché le cose belle attirano cose belle, così come le persone”.