Una delle esperienze più belle della mia vita
16 ottobre 2019

"Quando ti trovi davanti a un ospedale pediatrico immenso come il Regina Margherita ti spaventi. Ti spaventi perché non ti capaciti di quanto dolore possa esserci al suo interno e non sai mai cosa aspettarti.

Primo giorno di laboratorio. Reparto di Oncoematologia Pediatrica. Quinto piano. Un respiro profondo e... sono pronta. Indosso il mio grembiule da volontaria ed entro in quello strano reparto dove le pareti sono ricoperte di allegri disegni, ogni stanza è "personale" e ogni bimbo cerca di renderla il più possibile sua. Alla fine del corridoio c'è una piccola sala giochi. Entriamo e prepariamo le postazioni: l'argilla, l'acqua, i colori e tutti gli strumenti necessari devono essere disposti sul tavolo a disposizione dei piccoli artisti.

Dopo poco iniziano ad arrivare i primi bimbi, alcuni veramente molto piccoli, bellissimi nei loro pigiamini colorati e con una mascherina di protezione sul viso. A primo impatto un colpo al cuore. L'attività ha inizio: dobbiamo creare una sfera dei desideri. Vicino a me si siede una bambina che, con gli occhi sorridenti, inizia a modellare la sua sfera.

 

Laboratorio-di-ceramico-terapia-sfera-dei-desideri.jpg



Eccola! Questo è "il più grande spettacolo".

"Jovanotti è il mio cantante preferito”, mi ha detto, “e “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang” è la canzone che preferisco. Sai perché? Perché la mia vita dopo tutto questo, dopo le chemio, le visite e tutte le medicine sarà davvero uno spettacolo!"

Trattengo le lacrime e le sorrido, conosco le regole ma la abbraccio e le sussurro che è già uno spettacolo. Lei mi guarda e serenamente mi risponde: “Sai, senza capelli non è poi così bella.”
Una delle esperienze più belle della mia vita. E come lei davvero tanti altri bambini che hanno fatto di quelle camerette la loro seconda casa. Vedere la forza e il coraggio dei genitori che lottano ogni giorno con tutte le loro lacrime nascoste timidamente davanti ai loro figli è veramente una grande lezione di vita. Uscendo dal laboratorio, genitori e bambini ti ringraziano sorridendo e credetemi… un pezzo di cuore rimane lì, perché GRAZIE, un grazie immenso, va a loro che ogni giorno lottano per la vita."

Giorgia, volontaria da Torino