Iniziative speciali per tenere attivi i laboratori, anche a distanza.
È da diverse settimane ormai che i nostri laboratori di ceramico-terapia sono fermi a causa dell’emergenza da Coronavirus. Eppure, anche se a distanza e sotto nuove forme, non hanno mai smesso di esistere: continuano a vivere attraverso i ricordi dei nostri volontari, le emozioni vissute, le gioie condivise con i bambini. Per questo motivo abbiamo deciso di proseguire con i nostri racconti: stavolta però ci spostiamo fuori dai laboratori, andando a trovare virtualmente i volontari nelle loro case. È così che nasce #TiRaccontoDaCasa, una piccola rubrica che ci accompagnerà durante questo periodo, finché non torneremo a modellare l’argilla con i nostri piccoli artisti.
Per questo primo appuntamento abbiamo fatto due chiacchiere con Matilde e Catia, ceramiste e volontarie rispettivamente nei laboratori di Roma (al Policlinico Gemelli e all’Ospedale Bambin Gesù) e Cosenza (all’Ospedale Civile Annunziata).
“L’interruzione delle attività è stata complicata da metabolizzare, ma io cerco di sentire comunque i volontari, di mantenere un contatto” ci racconta Matilde. “Mi manca giocare con i bambini, ma sono contenta perché il laboratorio c’è, anche se solo virtualmente: ha un’altra forma ma continua a esistere”.
Il legame con i laboratori è talmente forte che Matilde si è fatta portavoce di un’idea bellissima nata tra i volontari dei suoi tre gruppi. “Sentivamo l’esigenza di mandare un saluto ai bambini, così i volontari hanno cominciato a inviarmi immagini relative a ciò che stavano facendo in quel momento o avrebbero voluto fare, a condividere la vista dalla propria finestra di casa o un pensiero. A quel punto abbiamo deciso tutti insieme di unire tutte queste cartoline provenienti da diverse parti di Roma e farle diventare un video da inviare ai bambini. La psicologa del reparto, con cui abbiamo un filo diretto, si è occupata poi di trasmettere il nostro saluto ai piccoli”.
Anche a Cosenza si respira aria di nostalgia e i volontari non vedono l’ora di poter tornare a modellare l’argilla con i bimbi. “Il laboratorio mi manca tanto” dice Catia. “Mi manca il rapporto che si crea in quel momento speciale, quando i bambini si mettono a creare, quando si stupiscono di ciò che hanno fatto. Forse è proprio il loro stupore a mancarmi di più”.
E un po’ per nostalgia, un po’ per trasmettere un messaggio importante, anche a Cosenza non manca lo spirito di iniziativa per continuare a tenere attivi i laboratori nonostante la distanza fisica. “Volevo dare un messaggio di speranza, di gioia. Così ho cominciato a condividere sul nostro gruppo Whatsapp delle immagini legate a bei momenti vissuti in laboratorio, per dare risalto a ciò che facciamo, per comunicare bellezza e positività. Il laboratorio continua a vivere anche grazie alla condivisione di immagini, ricordi e pensieri”.