Racconti dal Laboratorio
28 aprile 2022

Chi meglio dei nostri volontari può raccontare e trasmettere le emozioni vissute all’interno dei laboratori? La loro presenza e i loro sorrisi sono fondamentali nel portare avanti la nostra missione e, per questo, inauguriamo una nuova rubrica, uno spazio dedicato a chi porta avanti in prima persona ogni giorno l’attività di terapia ricreativa della Fondazione Lene Thun. In questa prima puntata vi presentiamo Francesca, volontaria all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, con cui abbiamo fatto una chiacchierata. 

Una scelta che viene dal cuore.

“Era da tempo che cercavo un’attività di volontariato da poter svolgere nel tempo libero. E quando ho assistito a un incontro organizzato dalla mia azienda a cui erano presenti dei rappresentanti della Fondazione Lene Thun, sono rimasta molto colpita, sia per la tipologia di attività che per le testimonianze delle volontarie presenti. Ho cominciato a chiedermi se sarei stata in grado di lavorare l’argilla e stare con i bambini, ma una volta iniziato, ormai anni fa, non ho avuto più dubbi che quella fosse la scelta giusta”. 

Insieme si può affrontare tutto.

“ll fatto di poter contare sulla presenza di una professionista come Manuela, la nostra ceramista, e delle altre colleghe volontarie, è senza dubbio un valore aggiunto. Essere circondata da tutte queste persone meravigliose è di grande aiuto nell’accettare la situazione del reparto da un punto di vista emotivo. Le situazioni vissute dai bambini ricoverati all’Istituto dei Tumori di Milano sono molto critiche e, il fatto che ci sia un gruppo solido con cui confrontarsi, mi ha sicuramente messo a mio agio”. 

Un amore a prima vista.

“Quando si trascorre del tempo insieme ai bambini e ai loro genitori, si creano delle relazioni umane fortissime, soprattutto con chi è lì da parecchio. Poter stare con loro e osservarli evolvere e crescere, ammirare il modo in cui interagiscono con l’argilla dopo un’iniziale timidezza e insicurezza, è una bellissima soddisfazione e un grande risultato per tutti noi. Il primo giorno di laboratorio ero molto agitata anche io, devo ammettere, ma naturalmente non ero sola. Non ho mai avuto dubbi sul portare avanti questa esperienza, è stato un amore a prima vista”.

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Un turbine di emozioni.

“Prima dell’inizio del laboratorio cerco di tranquillizzarmi e liberarmi dai pensieri: è fondamentale lasciare fuori tutte le preoccupazioni della vita privata. Il nostro compito è quello di trasmettere serenità, sorrisi, voglia di fare e di stare insieme. Alla fine delle attività sono sempre molto stanca: improvvisamente si scaricano tutte le emozioni provate ed è inevitabile riflettere su ciò che succede. Le sensazioni vissute in laboratorio sono belle e positive, ma anche molto intense. Ci vuole tanta forza per razionalizzare il tutto e cercare di non farsi travolgere. Non è facile ma cerco di contenere ogni minima reazione per il bene dei bambini”. 

La magia della ceramico-terapia.

“Le ore che i bambini passano con noi sono importanti per evadere dalle cure e dalle terapie. Ecco che ogni parola e ogni sguardo assumono un significato profondo. A volte non hanno voglia di lavorare, non hanno lo stato d’animo giusto, ma poi piano piano comincia la magia e si rilassano, si divertono, riportano le emozioni nelle formelle che stanno creando. L’evoluzione è tangibile e solo allora capisci quanto il momento di distrazione è stato per loro terapeutico”.

La forza dei bambini.  

“Ho tanti bei ricordi dei laboratori. Ad esempio non dimenticherò mai C., una bambina di circa 8 anni. Ero lì nel momento in cui è arrivata la notizia della dimissione dall’ospedale, immaginate la felicità. Dopo qualche mese l’ho rivista ma non l’ho riconosciuta subito, il suo aspetto era decisamente cambiato in meglio! Vederla ha annullato di colpo tutte le negatività della giornata e ho pensato che fosse un segno, il fatto che ci fossimo riviste. E che dire di G., una bimba incredibile di 4 anni, una forza della natura esplosiva! A San Valentino abbiamo fatto una grande tavoletta a forma di cuore e al suo interno ha inserito tanti cuoricini che simboleggiavano le persone importanti della sua vita, tra cui me. Inutile dire che quel piccolo gesto mi ha regalato delle emozioni fortissime, che porterò per sempre con me”.