Anch’io #LASCIOLIMPRONTA
19 giugno 2020

Lasciare un’impronta significa trasmettere un segno importante, fondato sul bene”. Tra le testimonianze indelebili dei nostri sostenitori, oggi vi raccontiamo quella di Silvia Villani, volontaria e sostenitrice della Fondazione da ormai tanti anni. 

 

Innamorarsi di un progetto.

Ho conosciuto la Fondazione in occasione di una giornata di formazione per i dipendenti THUN, quando lavoravo come commessa in uno dei loro punti vendita. Sono stata contattata dalla direttrice, Lucia Adamo, per sapere se fossi interessata a diventare volontaria e se conoscessi anche altre persone da coinvolgere. Ho abbracciato l’idea sin dal primo momento: ero già diventata infermiera ma ancora non lavoravo in ospedale e il pensiero di poter dare una mano a chi aveva bisogno, era per me motivo di grande orgoglio. Oggi sono sempre più convinta e innamorata della Fondazione: condividiamo gli stessi valori, non potrebbe essere altrimenti”. 

 

Un supporto concreto.

Sostengo la Fondazione perché credo fortemente nella sua missione. Dietro i laboratori di ceramico-terapia c’è tanto lavoro, serve continuamente materiale nuovo. I suoi principi sono ormai parte integrante della mia vita e il fatto di poter toccare con mano ciò che viene fatto durante gli incontri è l’ulteriore conferma di quanto sia importante sostenerla. Personalmente ho adottato il laboratorio di San Giovanni Rotondo. Sostengo l’ospedale del mio paese non solo perché ci lavoro, ma soprattutto perché non riesco a togliermi dalla mente l’immagine dei genitori che devono affrontare un momento così difficile”.

 

Lasciare un’impronta d’amore.

Un’impronta è un segno che si lascia e non si può cancellare, che ha la volontà di tramandarsi a più persone possibili. È un po’ come se dicesse: ho fatto una cosa bella, seguimi, vedrai che ne sarai felice anche tu. La nota positiva della Fondazione è che effettivamente si può vedere nel concreto ciò che viene fatto durante le ore di terapia ricreativa. Lasciare un’impronta fa sentire importanti perché si è fatto del bene e, il fatto che in molti mi contattino perché desiderano diventare volontari, è il chiaro segnale che ciò che facciamo ha un valore importante”. 

 

L’impronta degli occhi.

Credo di lasciare un’impronta importante con la mia semplicità, con le mie parole, con l’emozione che traspare ogni volta che parlo della Fondazione. Se dovessi pensare alla forma che lascia la mia impronta, direi semplicemente quella di un cuore; ma quando parlo del progetto o racconto ciò che facciamo nelle oncologie pediatriche, riesco anche solo con uno sguardo a trasmettere la passione e l’amore che metto nell’attività. Perciò, la vera impronta, credo sia quella lasciata dai miei occhi”. 

 

Un’impronta “contagiosa”.

Le persone che mi stanno accanto hanno notato un grande cambiamento in me. Riescono a vedere una Silvia che nel suo piccolo fa tanto e riesce a ritagliarsi degli spazi da dedicare al prossimo. Con il passare del tempo mi sono staccata dalle persone da cui mi sentivo distante e non mi facevano stare bene: questo è anche merito della Fondazione. Da quando frequento il gruppo dei volontari mi sento bene e faccio di tutto per aiutare gli altri, a prescindere dal proprio background, senza pregiudizi. Non solo, sono riuscita a coinvolgere anche tanti colleghi e amici, l’impronta d’amore ha contagiato tutti!”.

 

Donare e donarsi.

Mi piacerebbe che sempre più persone sostenessero la Fondazione perché è vera, si basa su principi solidi, si mette continuamente in discussione e dà un valore aggiunto alla quotidianità del reparto. Non si tratta di una semplice raccolta fondi, ma di donare emozioni e regalare delle ore di spensieratezza a tanti ragazzi che purtroppo vivono delle parentesi delle proprie vite: a volte si chiudono bene, altre no. A me basta guardare le mamme quando ricevono i lavoretti dei figli: hanno gli occhi pieni, nonostante psicologicamente siano molto provate. L’oggettino che prendono tra le mani non ha prezzo, perché sarà per sempre legato al proprio figlio e alla gioia vissuta in quel momento”. 

 

La prossima storia potrebbe essere la tua.

E poiché siamo continuamente a caccia di storie, puoi scriverci a fondazione@lenethun.org, mandarci un messaggio su Facebook o Instagram, raccontandoci di te, di come lasci l’impronta. Non dimenticare di specificare un recapito a cui possiamo raggiungerti (email o numero di telefono).

Con un gesto, un pensiero... sono infiniti i modi in cui lasciamo un’impronta nella vita di qualcuno. Condividi la tua impronta nelle Instagram Stories, o in un post, usa l’hashtag #LASCIOLIMPRONTA e tagga @fondazionelenethunonlus.
 

I tuoi racconti e le tue stories verranno condivisi sul blog e sulle pagine Facebook e Instagram della Fondazione.