La felicità inizia con un sorriso
10 settembre 2020

La terapia ricreativa è fondamentale per affrontare con più serenità la somministrazione delle cure farmacologiche. Ce lo ha raccontato il dottor Momcilo Jankovic, responsabile fino al 2016 del Day Hospital di Ematologia Pediatrica all’ospedale San Gerardo di Monza e membro del Comitato Scientifico della Fondazione, nella prima parte di intervista pubblicata qualche settimana fa. In questa seconda parte, continuiamo ad approfondire il discorso sui benefici della ceramico-terapia e il coraggio di tanti genitori che con amore e un pizzico di sana follia si prendono cura dei propri bimbi. 

 

Il potere di un sorriso. 

Come medico non posso dire con certezza se partecipando alle attività ricreative ci si diverta o meno, così come non posso dire che chi partecipa ai laboratori di ceramico-terapia abbia più probabilità di guarire. Sarebbe un po’ azzardato. Ciò che posso rimarcare però, è senza dubbio il miglioramento della performance in generale e l’accettazione di quanto sta succedendo al bambino. Il benessere derivato dalla creatività si riflette inevitabilmente su una migliore assunzione delle cure

 

Credo che la felicità inizi con un sorriso: ma deve essere un sorriso vero, di quelli che mettono a proprio agio le persone, che crei quell’empatia e fiducia necessarie al bambino per percorrere il suo cammino in maniera più decisa, battagliera e forte. È qui che entra in gioco l’eroismo dei genitori: devono osare e fare cose prima impensate per il proprio figlio, azioni che vanno contro la paura. Potremmo definirla una sana follia: bisogna osare, d’altronde sono proprio i bambini a insegnarcelo”.

 

Normalità nonostante tutto. 

I laboratori di ceramico-terapia sono molto importanti anche per i genitori, ed è nostro compito far capire loro quanto bene facciano le terapie ricreative in generale. Arrivano in reparto scioccati, per loro è un mondo assolutamente nuovo, che per certi aspetti rivoluziona e cambia completamente gli equilibri di sempre. Per questo, le attività come quelle proposte dalla Fondazione sono così straordinarie. Perché portano normalità in una situazione che di normale ha ben poco.


Anche i laboratori digitali, nati nel periodo della quarantena, sono stati molto importanti in questo senso. La loro creazione è stata assolutamente opportuna per garantire continuità e non interrompere le iniziative. Credo tuttavia che non possano prendere il posto di quelli fisici: la vicinanza, il lavorare gomito a gomito, l’interscambio tra bambini, volontari e genitori, sono valori insostituibili”.