I laboratori digitali visti da una mamma
26 giugno 2020

I nostri laboratori di ceramico-terapia digitali sono ormai un appuntamento fisso per tanti bambini e le loro famiglie: grazie alla tecnologia possiamo sentirci vicini nonostante le distanze e creare insieme tante piccole meraviglie d’argilla. I laboratori digitali piacciono ai bimbi tanto quanto alle mamme. Come lo sappiamo? Ce l’ha raccontato Pina, mamma di Antonio, che abbiamo conosciuto qualche anno fa durante le nostre attività di terapia ricreativa al Policlinico Gemelli di Roma.   

 

La quarantena nella quarantena.

La nostra quarantena dura da ormai cinque anni: negli ultimi 14 mesi abbiamo praticamente vissuto in ospedale, perciò durante l’emergenza sanitaria versavamo già in una situazione di isolamento. I laboratori organizzati all’interno del Gemelli sono sempre stati per me una vera fonte di salvezza, anche se a volte non abbiamo potuto partecipare per via delle condizioni di salute di mio figlio. Ora, grazie ai laboratori digitali, questo problema non esiste più: possiamo partecipare alle attività praticamente sempre, vedere gli altri bimbi e modellare l’argilla con la ceramista Matilde, che personalmente reputo un amore di persona”. 

 

Continuità anche fuori dall’ospedale. 

Anche ora che finalmente siamo fuori dall’ospedale, partecipiamo ai laboratori di ceramico-terapia attraverso la modalità virtuale. Anche io, come mamma, traggo enormi benefici dalla modellazione dell’argilla: a volte impasto e basta, a volte creo delle formine; in ogni caso mi piace moltissimo partecipare all’attività, sia online che in presenza. È bellissimo sapere che due volte a settimana possiamo collegarci con il resto del gruppo, anche se Antonio, affetto da sindrome di Down, preferisce di gran lunga poter contare sul contatto fisico”.   

 

Segno distintivo. 

Antonio è diventato famoso in reparto: si è inventato uno stile creativo tutto suo, punteggiando ogni creazione prima di farla cuocere. All’inizio aveva paura di toccare l’argilla, così come molti altri oggetti, ma io ho insistito perché ci provasse comunque e ora se ne è innamorato. È entusiasta dei laboratori di ceramico-terapia, anche se ora si distrae più facilmente per via della distanza. Per lui l’argilla è molto rilassante: spesso non costruisce niente, ma gli piace anche solo tagliarla e si diverte comunque tantissimo. I laboratori digitali hanno portato tanta gioia, non solo a noi, ma anche agli altri bambini”. 

 

Una formella d’amore. 

Solitamente Antonio crea degli oggettini per regalarli alle persone a cui vuole bene. Il mese scorso una bimba è stata ricoverata nella nostra camera: era la festa della Mamma e lei stava poco bene, così Antonio ha fatto un cuoricino. - Questo è per la mamma di A.- ha detto, - lei non glielo può fare il cuoricino, allora glielo faccio io-. Noi siamo scoppiate a piangere, è stata una scena che non dimenticherò mai”. 

 

Una boccata d’aria.  

Quest’anno è stato molto duro per noi e non esagero quando dico che per noi i laboratori digitali sono stati una benedizione. Abbiamo vissuto quasi sempre in isolamento e a causa dell’emergenza sanitaria, solo un genitore era ammesso in ospedale. Per fortuna sta tornando tutto alla normalità. Il laboratorio in presenza è fondamentale per noi genitori perché ci consente di prendere del tempo per noi, anche solo per fare una telefonata o allontanarsi dall’aria pesante che si respira in ospedale.


Personalmente mi piace molto stare con le altre persone e imparare cose nuove, perciò spesso partecipavo ai laboratori anche io e, in caso di necessità, potevo allontanarmi tranquillamente perché Antonio era in mani sicure. Ora abbiamo un calendario di attività digitali molto folto (scuola inclusa) e il tutto può essere stancante, ma non perdo quasi mai l’occasione di collegarmi con Matilde, anche quando Antonio non ha voglia. La terapia ricreativa fa bene a tutti e coinvolge tutta la famiglia, ne siamo molto entusiasti”.

Alcuni momenti del laboratorio digitale