Un abbraccio lungo quanto tutta l'Italia!
22 dicembre 2020

Il 17 dicembre abbiamo colto l’occasione per riunirci con una videochiamata che ha rappresentato il nostro abbraccio lungo quanto tutta l’Italia a bambini, famiglie, volontari, al nostro Comitato Scientifico, a tutti i rappresentanti ospedalieri con cui collaboriamo e ai dipendenti e imprenditori del mondo Thun che sostengono ogni giorno Fondazione con la raccolta fondi.

Prima di salutarci con gli auguri di Natale, i nostri piccoli guerrieri hanno mostrato orgogliosi le creazioni realizzate quest’anno: supereroi, personaggi delle fiabe, farfalle, unicorni, porta penne, decorazioni natalizie. Tanti oggettini unici, realizzati con impegno e dedizione. 

Emozioni che scaldano il cuore

«Oggi mi chiamo Rudolph». Esordisce così il piccolo Riccardo, con un nasino rosso da vero aiutante di Babbo Natale, fiero nel mostrare la sua Sfera dei Desideri d’argilla.
«Il mio desiderio è che finisca la guerra nel mondo. E poi, anche se si ha la pelle diversa, in realtà siamo tutti uguali. Peter anche tu hai fatto una Sfera dei Desideri?». 
«Ho cercato di farla, ma non so se è venuta bene come la tua», risponde il signor Thun. 
«È bellissima secondo me. Qual è il desiderio che hai espresso?». 
«Ho tanti desideri, ma in particolare quello di regalare il sorriso che vedo nei tuoi occhi. Nella mia sfera ci sono tanti bambini in giro per il mondo, sorridono perché hanno modellato l’argilla e, questa per me, sarebbe la gioia più grande: riuscire a rallegrare tutti i Rudolph del mondo».  

Eravamo in più di 500 a scambiarci gli auguri di Natale ed è stato meraviglioso, perché vuol dire che la Famiglia di Fondazione è davvero unita e vicina, nonostante le distanze!  

L’entusiasmo nonostante le difficoltà.  

“Quello che si appresta ormai alla conclusione, è stato un anno difficile: ci siamo dovuti distanziare fisicamente, rinunciando per molto tempo allo svolgimento dei laboratori di ceramico-terapia all’interno degli ospedali” racconta Paola Adamo, Direttore Generale di Fondazione, “ma i nostri bimbi non hanno mai perso l’entusiasmo, nemmeno di fronte alle restrizioni e, attraverso l’avvento dei laboratori digitali, hanno continuato a creare meravigliose opere d’arte, frutto dei sogni più belli.”

A distanza… ma sempre uniti.  

«Grazie per questa bellissima possibilità che mi avete dato in ospedale e ora mi date anche in digitale» dice Rebecca, 12 anni, a cui si aggiunge poco dopo la poesia della piccola Aurora di 6 anni e il caloroso saluto della sua mamma: «Grazie per quello che fate, per i sorrisi che ci donate, dentro l’ospedale siete vitali e fuori ci riempite il cuore».

Da nord a sud, passando per il centro e le isole, il sorriso dei bambini e delle loro famiglie si propaga con forza, superando le barriere che il periodo ci impone e andando ben oltre i limiti fisici della tecnologia. «Insieme abbiamo ampliato gli orizzonti delle possibilità: i laboratori sono diventati digitali ma sono estremamente concreti e intensi», racconta Anna Maria, ceramista del laboratorio di Bologna. «In questo periodo ho viaggiato tantissimo: Ancona, Torino, Puglia, Sicilia. Ogni volta è come essere un distributore di tanti piccoli raggi di sole». 

E la conferma arriva anche dalla Dottoressa Antonella Guido, psico-oncologa al Policlinico Gemelli di Roma: «Nella difficoltà abbiamo scoperto un grande potere: ad aprile i reparti erano troppo silenziosi, causando un isolamento nell’isolamento. I laboratori digitali hanno rappresentato un ponte con l’esterno, rivelando tante potenzialità e grandi risorse». 

Un prezioso contributo anche da parte del Dott. Momcilo Jankovich del Comitato Scientifico: “Sono estasiato, come medico, nel vedere i benefici di questa meravigliosa iniziativa ricreativa. Perchè c’è una liberazione di sostanze positive quando il bambino è sereno che attivano il sistema neuro-vegetativo con benefici sulla qualità della vita del bambino stesso. Sul piano fisico che c’è un beneficio concreto, fa accettare meglio le cura che eroghiamo e questo stato di benessere si riflette positivamente sul bambino. Vi invito ad allargare sempre più le vostre iniziative e spero di potervi starvi vicino e supportare ancora per anni!”

Pensiero supportato anche dalla Dottoressa Cinzia Favara,  presidente di LAD Onlus e membro del Comitato Scientifico della Fondazione “«È evidente quanto bene faccia l’attività creativa che non si può non utilizzarla»”. 

Fede, speranza e amore. 

«Come ha detto il Santo Padre», conclude Gerhart Gostner, Presidente della Fondazione, «questo sarà un Natale fatto di fede, speranza e amore, suggerendoci di contrapporre al distanziamento fisico, l’avvicinamento del cuore e dell’anima. E la nostra ceramico-terapia, realizza proprio questo desiderio di avvicinamento dei nostri cuori».