Una nonna speciale
01 ottobre 2019

Il 2 ottobre è la festa dei nonni, una giornata interamente dedicata a queste figure così importanti nella vita di ogni bambino. Per questa occasione abbiamo intervistato una nonna molto speciale. Sì, perché Adele Ferraro, oltre a essere nonna di una meravigliosa bambina, è anche ceramista e volontaria per la Fondazione presso l’ospedale pediatrico Pausilipon di Napoli.  
 

Laboratori essenza di vita 

Adele è volontaria per la Fondazione Lene Thun da tre anni, un impegno che la vede impegnata quotidianamente e che lei stessa definisce “l’essenza” della sua vita. 

Quello nei laboratori è ormai diventato un appuntamento primario. Tutte le mie giornate sono dedicate alla gestione dei laboratori, in tutto tre, che organizziamo nel Day Hospital di Oncologia Pediatrica e nei reparti di Oncoematologia e Chirurgia Oncologica, ogni lunedì e giovedì. Il lavoro è tanto: si va dalla supervisione, alla cottura dei manufatti, fino alla consegna degli stessi ai bambini. Io mi occupo della coordinazione dei laboratori, dei turni, dei materiali; ma non sono sola, posso contare infatti sul supporto prezioso dei volontari, tutti impegnati con grande passione”. 
 

Il significato dell’essere volontaria

Grazie al volontariato sento di poter apportare un sorriso, una distrazione, un momento giocoso, in un lasso di tempo che sarebbe altrimenti concentrato solo sul dolore e la sofferenza. Poter distogliere totalmente i bambini da quella realtà che purtroppo è molto difficile è per me motivo di grande gioia”.
Ma Adele non è solo volontaria. È anche mamma di tre figli e nonna di una bellissima bimba di dieci mesi, un’emozione doppia rispetto all’essere genitore: “Essere nonna è il doppio dell’essere mamma. I sentimenti, i doni che ti fanno i bambini, i loro sorrisi ed espressioni, sono tutti raddoppiati. È un’emozione ancora più forte che si ripete ogni giorno”. 
 

Nonna e volontaria 

Da poco c’è stato un episodio con un bambino. Mentre parlavamo, in maniera automatica gli ho detto “guarda a nonna”. Poi ho guardato la mamma e lei mi ha sorriso. È stato tutto spontaneo, perché stando così a stretto contatto, vedi i bambini quasi come se fossero tuoi: durante i laboratori non pensi al perché stanno lì, a parte quando si sentono piangere, allora si ritorna subito alla realtà. Ma stare con loro, giocare e modellare la ceramica, è una gioia vera, un piacere che non si può descrivere, qualcosa che fa comprendere i veri valori della vita e te li fa apprezzare di più. Credo che essere nonna abbia aumentato notevolmente la mia sensibilità nei confronti dei bimbi”. 
 

Come nasce il desiderio di fare volontariato?

I laboratori di ceramico-terapia fanno parte integrante della quotidianità di Adele, tanto che spesso diventano argomento di condivisione anche con amici e conoscenti. 

Spesso mi viene chiesto da persone esterne alla realtà dei laboratori come faccia a fare ciò che faccio. Chi è coinvolto direttamente conosce l’importanza del sentirsi utili in una situazione molto delicata. Per quanto mi riguarda, il volontariato fa parte di me da 25 anni, ho sempre lavorato con i bambini, anche come catechista e operatrice pastorale. Quando mi è stata fatta questa proposta l’ho vissuta come una strada mandata dall’alto, un invito che non ho potuto rifiutare. L’ho visto proprio come un segno mandato dal Signore e ho accettato con molto impegno, serietà e dedizione”. 

Adele è davvero una nonna speciale, per la sua nipotina ma anche per tutti i piccoli guerrieri incontrati nei laboratori di ceramico-terapia. La festa dei nonni è un'occasione importante per ringraziarla e per ringraziare tutti i nonni del mondo, per il loro amore, per la loro presenza, per il loro prezioso esempio.