È il nuovo laboratorio di ceramico-terapia attivato dalla Fondazione Lene Thun presso l’Hospice Pediatrico del UOSD Pediatria Territoriale e Cure Palliative Pediatriche Domiciliari di Lauria (Potenza). Un progetto prezioso, che nasce a fine 2024 in un contesto delicato e importante, con l’obiettivo di portare sollievo, creatività e leggerezza a bambini, ragazzi e famiglie che affrontano percorsi di cura complessi.
Un’organizzazione su misura, con il cuore
Organizzare un laboratorio in un contesto di cure domiciliari non è semplice. Ce lo racconta Francesca Russo, ceramista con una lunga esperienza, che guida gli incontri con il supporto del personale medico e di una rete affiatata di professionisti.
“Abbiamo un grande aiuto dallo staff sanitario, che crede fortemente nel valore terapeutico della ceramico-terapia. Cerchiamo di adattarci alle esigenze di ogni bambino e delle famiglie. Organizziamo gli incontri in giornate in cui possiamo avere il maggior numero di adesioni, dai 6 ai 10 partecipanti. Con me ci sono sempre una psicologa e altri rappresentanti dell’ospedale e dei servizi sociali.”
I tavoli del laboratorio sono tondi, per volontà del Dottor Orofino. Un dettaglio che racconta molto: creare vicinanza, condivisione e uno sguardo comune tra pazienti, medici e team della Fondazione.
Formazione e accoglienza
Prima di avviare questo laboratorio, Francesca ha seguito una formazione specifica promossa dalla Fondazione, anche grazie all’esperienza di Matilde, ceramista impegnata nel reparto di cure palliative Bambin Gesù di Roma.
“L’aspetto igienico-sanitario è fondamentale, ma altrettanto importante è l’approccio con i bambini e i ragazzi. Devono sentirsi accolti, ascoltati. Alcuni vivono situazioni di forte stress, e il laboratorio deve offrire un momento autentico di gioia.”
Coinvolgere tutta la famiglia
Nel laboratorio di Lauria non ci sono solo i bambini in cura. Anche fratelli, sorelle e genitori sono invitati a partecipare. È un tempo condiviso, un tempo “leggero”, che alleggerisce il peso delle giornate anche dei siblings e dei caregiver.
“È importante che anche loro vivano un momento di serenità. Una mamma si è talmente coinvolta nel progetto che ha fatto domanda per diventare volontaria del laboratorio.”
L’arte come linguaggio dell’anima
I bambini e i ragazzi sono liberi di scegliere cosa creare. Dall’argilla nascono mondi immaginari, desideri, messaggi potenti.
“Ada, 6 anni, mi ha detto che voleva creare ‘l’amore nel mondo’. Ha modellato un mondo, un arcobaleno e un cuore rosso. Noi ceramisti siamo lì per aiutarli a trasformare la loro idea in un’opera d’arte.”

Anche la comunicazione non verbale trova spazio nel laboratorio. Francesca racconta il suo legame con Nadia, reso possibile dall’aiuto di una logopedista che ha insegnato a Francesca a comprendere la bambina solo attraverso i suoi occhi e i movimenti del corpo, perché Nadia non riesce a comunicare verbalmente. Il laboratorio permette a tutti e tutte di accedere al proprio mondo interiore e di espressione di istanze profonde non comunicabili con il linguaggio.
“Un corso di ceramica con le ali”
C’è una frase che riassume tutto. È quella che ha detto Ada, la prima volta che ha partecipato al laboratorio, guardando il logo della Fondazione Lene Thun:
“Ma questo è un corso di ceramica con le ali?”
E aveva ragione. Perché quel laboratorio, tondo come un abbraccio, porta con sé leggerezza, libertà e un modo diverso di stare insieme — anche nei momenti più difficili.

Il personale medico-infermieristico.
Il Servizio Permanente negli ospedali di Fondazione Lene Thun è stato ammesso a finanziamento nell'ambito del Bando del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Generale del Terzo Settore e della responsabilità sociale, ai sensi dell'art. 72 del DL 3 luglio 2017, n. 117 e s.m.i. - Avviso 2/2023.