Nel cuore del Centro di Protonterapia di Trento è fiorito un giardino speciale. Non profuma di terra e petali, ma di sogni, speranza e argilla: si intitola “Fiorisce un Giardino”, ed è l’opera collettiva realizzata dai bambini in cura presso l’Area pediatrica e il Day Hospital durante i laboratori gratuiti di ceramico-terapia della Fondazione Lene Thun.
Un progetto nato dalle mani dei piccoli pazienti, che con la loro fantasia hanno trasformato l’esperienza della cura in un linguaggio fatto di colori, forme e coraggio.
Opera collettiva "Fiorisce un Giardino" - Centro di Protonterapia di Trento.
Un giardino che "fiorisce" con i sogni dei bambini
“Fiorisce un Giardino” è un’opera in ceramica che racconta la forza e la creatività dei bambini. Un luogo simbolico dove la fragilità della malattia si trasforma in terreno fertile da cui germogliano nuove speranze.
Sul perimetro dell’installazione, delicate ceramiche a forma di fiore custodiscono parole incise dai piccoli artisti: pensieri, desideri e frammenti delle loro storie, intrecciati in un unico racconto collettivo.
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Parole incise dai bambini su petali di fiori.
Oltre mille manufatti compongono quest’opera, un vero mosaico di emozioni che diventa simbolo della capacità dei bambini di trasformare la difficoltà in forza e bellezza.
Manufatti realizzati dai bambini in cura.
Durante l’inaugurazione, l’assessore alla salute della Provincia autonoma di Trento, Mario Tonina, ha ricordato che «la salute non è solo assenza di malattia, ma anche nutrimento dell’anima». E questo giardino ne è la prova: qui, la creatività diventa cura e la condivisione diventa sollievo.
Da destra: Antonio Ferro, direttore generale di APSS Trento; Mario Tonina, assessore alla salute della Provincia autonoma di Trento.
La leggerezza che nasce dall’argilla
Nei laboratori della Fondazione Lene Thun, i bambini scoprono che le mani possono dire ciò che le parole non riescono a esprimere. Come spiegano Barbara Rombi e Linda Meneghello, medici della Protonterapia pediatrica e della Pediatria del Santa Chiara:
«I laboratori di ceramico-terapia portano una leggerezza strutturata: per qualche ora, la pesantezza della malattia lascia spazio alla creatività e alla vita.»
In quella leggerezza si nasconde la magia: un gioco che diventa espressione, un gesto che diventa speranza.
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Da destra: Paola Adamo, direttrice della Fondazione Lene Thun, Paola Adamo; Mario Tonina, assessore alla salute della Provincia autonoma di Trento; Frank Lohr, direttore dell'Unità Operativa di Protonterapia; Barbara Rombi, dirigente medico della Protonterapia pediatrica.
Un impegno che continua a crescere
Dal 2018, più di 1.700 bambini hanno partecipato ai laboratori di ceramico-terapia di Trento. Solo nell’ultimo anno, grazie alla ceramista Soani Duca e a 21 volontari che donano ogni settimana il loro tempo e il loro cuore, sono stati regalati oltre 250 sorrisi.
La direttrice della Fondazione, Paola Adamo, ha concluso:
«La continuità è la forma più concreta di cura, fiducia e responsabilità verso la comunità. Quest’opera ne è la prova: un giardino nato dal tempo, dalla dedizione e dall’impegno condiviso di tanti.»
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