Anch’io #LASCIOLIMPRONTA
17 settembre 2020

I nostri sostenitori sono la nostra forza: tante persone, associazioni e aziende che, con le loro idee innovative, passione e impegno, contribuiscono ogni giorno a donare un sorriso a tanti bambini e alle loro famiglie. Quella che vi raccontiamo oggi, è la testimonianza indelebile di Adriano Tomba, Segretario Generale della Fondazione Cattolica Assicurazioni.  

 

Senso e significato di un’azione. 

Abbiamo conosciuto la Fondazione Lene Thun attraverso i racconti di alcuni amici. Già al primo incontro abbiamo capito cosa fa, come lo fa e soprattutto perché: abbiamo compreso subito il senso e il significato che la Fondazione attribuisce al suo progetto. Non si tratta solo di organizzare laboratori di ceramico-terapia: quello che abbiamo colto, è una grande attenzione verso la persona, la presenza di amore e calore che donano dignità, speranza e gioia. Nei laboratori circola gioia nonostante il contesto difficile”. 

 

Pensiero e azione. 

Come Fondazione Cattolica, pensiamo che non ci possa essere un pensiero senza un’azione e, allo stesso tempo, che non ci possa essere un’azione senza pensiero. Il pensiero senza azione è sterile, l’azione senza pensiero è vuota. Insieme alla Fondazione Thun siamo riusciti a tradurre un pensiero in azione: da una parte il desiderio di fare del bene, dall’altra, la sua concretizzazione, nel nostro caso attraverso l’adozione del laboratorio CERRIS a Verona. Qual è allora la differenza tra pensiero e azione? L’azione è un’impronta, che si concretizza nel laboratorio, il pensiero, è tutto il bene che ci sta dentro”.  

 

Un incontro di valori.

Quello tra le nostre Fondazioni è un incontro di valori ed è per questo motivo che abbiamo consegnato il premio “Imprenditore per il bene comune” a Peter Thun. La Cattolica è una società di assicurazioni, ma sarebbe troppo poco se non avesse accanto una Fondazione impegnata a tradurre la mission originaria dell’azienda, in un’azione che sia in grado di rispondere ai bisogni di questo tempo. Ogni impresa cammina e lascia delle impronte: non si tratta solo di ricchezza creata, che è comunque importante, ma è pura vita che semina”.

 

Impronta come atto d’amore. 

Viviamo in un mondo in cui tutti dicono qualcosa, basta vedere l’uso che di fa dei mezzi di comunicazione di massa. Noi crediamo invece che per comunicare qualcosa si debba compiere un’azione. Il fare è il miglior modo per comunicare, perché ciò che si fa si vede e continuerà vedersi nel tempo. L’impronta non è altro che un atto d’amore verso chi viene messo ai margini: la Fondazione Cattolica è impegnata su più progetti e cerca di leggere i bisogni della realtà sociale in cui viviamo, dando delle risposte nuove e sostenibili. 

 

Un’impronta è qualcosa che si può toccare, che trasmette vita. Quando qualche anno fa ho ammirato i lavoretti dei bambini appesi all'albero di Natale in piazza San Pietro a Roma, non ho visto degli oggetti di ceramica, ho visto una luce. Che forma abbia la luce non posso dirlo, ma so che trasmette vita. E un’impronta ha la capacità di trasformare l’immateriale in qualcosa di tangibile”. 

 

Il potere di un’impronta. 

Un’azienda deve creare valore e ricchezza, che è la miglior forma di lotta alla povertà, se  condivisa. Il valore si crea nel momento in cui non coinvolge pochi, ma tanti; ma per far ciò deve mettere al centro la persona e il bene comune e, naturalmente, deve saper fare bene il suo mestiere. Anche una piccola impronta può fare la differenza: ogni giorno incontro tante persone e noto che dietro ogni esperienza, il cambiamento è stato generato da un singolo incontro. Non da qualcosa di grande, ma da qualcosa di molto piccolo, vero e significativo”.