La terapia ricreativa risponde a bisogni e attenzioni dei bambini con patologie gravi e croniche. È un’esperienza che riguarda la qualità della loro vita, che mette la malattia sullo sfondo per far riemergere il bambino restituendogli le proprie possibilità di autonomia, di socializzazione e di apprendimento e può avere effetti benefici sull’organismo a tal punto da creare una migliore sopportazione e una reazione più efficace alle cure”. 

Momcilo Jankovic (Responsabile Day Hospital di Ematologia Pediatrica dell’Ospedale San Gerardo di Monza, direttore medico di Dynamo Camp e membro del CDA del Comitato Scientifico della Fondazione)

"Salute" non significa soltanto assenza di malattia.

Secondo la definizione dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) "salute" significa infatti possedere uno stato assoluto di benessere fisico sociale e mentale.

La cura "globale" del malato, soprattutto del bambino oncologico, deve quindi integrare interventi medici e prestazioni sanitarie, psicosociali ed educative, per fare in modo che l'evento malattia, con tutto ciò che ne deriva, possa essere vissuto come una parentesi. Una parentesi difficile, ma temporanea, che non deve far perdere al piccolo la voglia di giocare, ridere, crescere e conoscere.

Il nostro metodo, più precisamente la ceramico-terapia, opera quindi in questa direzione, andando da un lato ad agire sulla parte "sana" del bambino, affinché la malattia non ne precluda lo sviluppo; e dall'altro, diventando un concreto supporto terapeutico.
A livello italiano, oggi, il valore delle terapie complementari ed i benefici che queste hanno sul paziente non sono ancora riconosciuti come parte integrante del percorso di guarigione.

Per questo motivo, per dimostrare l'efficacia della terapia ricreativa come sostegno alla terapia medico-farmacologica, nel 2016 è stato infatti istituito un Comitato Scientifico che ci ha permesso di riconoscerla scientificamente, certificadone e consolidandone la validità.